Paradigmi relazionali nello spazio urbano: il caso-studio del centro storico di Palermo

Gianluca Burgio, Giovanna Acampa

Resumen


In questo scritto analizzeremo le modalità attraverso le quali vengono sovvertite, con piccole
azioni dei cittadini, le regole che disciplinano gli spazi urbani. Partendo dal caso studio del
centro storico di Palermo illustreremo come la “conquista” anche temporanea, di strade e
piazze possa permettere una rivitalizzazione ed una rivalutazione dei luoghi.
Il nostro interesse è rivolto a comprendere come si siano sviluppati processi di ri-conquista dello
spazio urbano, che hanno permesso di “addomesticare” alcuni spazi della città, modificando usi
e configurazioni comuni, che estrapolati dal contesto abituale sono stati inseriti in nuove
relazioni.
La scelta di prendere Palermo come caso studio deriva da alcune caratteristiche di questa città:
la prima caratteristica può essere individuata nelle sue radici storico-culturali che in qualche
modo favoriscono l’insediamento di nuove comunità; l’altra caratteristica è che le forme di
scambio con abitanti di diverse culture avvengono, non in periferia, ma in centro. Questo rende
la città siciliana un caso non unico ma atipico nel panorama europeo, dove si tende ad avere
una spinta centrifuga e quindi una emarginazione delle popolazioni non locali e dei ceti meno
abbienti.
Da questo punto di vista il centro di Palermo può essere considerato come una sorta di spugna,
che riesce non solo ad assorbire nuove comunità ma anche ad attrarre esponenti del ceto
sociale medio. A differenza di altre città europee, dove si sono innescati processi di
gentrification grazie agli interventi strutturali promossi dalla pubblica amministrazione, a
Palermo il processo di riqualificazione è dovuto a piccole azioni promosse dai residenti.
L’inversione della tendenza degenerativa che era in atto e l’inversione dell’andamento dei
valori immobiliari non è dovuta quindi ad una politica integrata, quanto alla libera iniziativa delle
fasce sociali più deboli.



DOI: http://dx.doi.org/10.5821/ctv.8031

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